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giovedì 22 maggio 2014

Evento " Cortili Aperti" 2014

Il giorno 25 maggio 2014, a Bitonto ritorna l'evento "Cortili Aperti", manifestazione che rientra nella giornata nazionale Associazione Dimore Storiche. Quest'anno ci saranno da visitare circa 40 tra musei, palazzi storici, chiostri e giardini. I visitatori saranno guidati da docenti e studenti delle nostre scuole , in itinerari fra il centro storico, il borgo ottocentesco e dintorni.

Per agevolare gli spostamenti ci saranno dei bus navetta che partiranno dalle 16 alle 21 ogni 20 minuti da Piazza Marconi per accompagnare i visitatori presso il convento dei Cappuccini, il chiostro di San Leone e di Santa Teresa, e presso l'istituto Maria Cristina di Savoia.  Inoltre ci saranno 60 performance musicali dal vivo.

Cortili aperti 2014 su puntotv online

 Qui di seguito il Programma della giornata:

Apertura al pubblico con visite guidate dei cortili
nei seguenti orari: 10:00-13:00/16:00-21:00

 Visite guidate a cura dell’I.T.I.S. “A. VOLTA”:
• Torrione Angioino - piazza Marconi, 8
• Palazzo Cioffrese - via Amedeo, 28
• Palazzo de Ferraris Regna - piazza Cavour, 8

Visite guidate a cura dell’I.P.S.A.A. /I.P.S.S.C.S.T. “DE GEMMIS”:
• Arco Pinto - Corte Pinto ang. Via Amedeo 21
• Palazzo Giannone Alitti - piazza Cattedrale, 23

Visite guidate a cura dell’I.T.C. "V. GIORDANO":
• Palazzo Barone - Gentile Sisto - via Robustina, 41
• Chiesa di S. Pietro Nuovo - Vico Storto S. Pietro Nuovo, 6
• Chiostro Convento Cappuccini ** - via Traetta 214 ang. via Vecchia Cappuccini
• Palazzo Sylos Sersale - piazza Sylos Sersale, 3
• Cortile San Nicola - Piazza Cattedrale, 34

 Visite guidate a cura del Liceo Classico Linguistico “C.SYLOS”
• Chiostro Santa Teresa - piazza C. Sylos, 6
• Palazzo Gentile - Labini Sylos - via Ambrosi, 42
• Casa Martucci Zecca - via Termite, 41
• Palazzo Sylos Calò *** Galleria Nazionale “Devanna” - via G. Rogadeo, 14
• Episcopio Cattedrale - c.te Vescovado, 3
• Palazzo Bove - via G. Rogadeo, 46
• Cappella Bove - S. Maria della Pietà – pal. Bove - Via G. Rogadeo 30
• Palazzo Rogadeo - via G. Rogadeo, 52
• Cappella Rogadeo - S. Anna - Via G. Rogadeo, 50
• Palazzo de Lerma - piazza Cattedrale, 34
• Palazzo Bove Planelli - via Termite, 17
• Casa Santorelli - via V. Rogadeo, 35
• Palazzo Planelli Sylos ( o della Regia Zecca) – Via Planelli, 37
• Cappella San Matteo – Piazza Moro 28 ang. Via Volta
• Chiostro Ist. M. Cristina di Savoia - piazza Ferdinando II di Borbone, 18

 Visite guidate a cura del Liceo Scientifico “G. GALILEI”
• Palazzo Gentile - corso Vittorio Emanuele, 41
• Palazzo de Marinis - via Traetta, 6
• Palazzo Ventafridda* - via Traetta, 5
• Palazzo Pannone Ferrara - piazza Marconi, 18
• Palazzo de Michele Rolli Ranieri – C.so V. Emanuele, 36
• Palazzo Zaza – C. so V. Emanuele, 52
• Teatro Traetta - largo Teatro, 17
 Chiostro S. Leone** - viale Giovanni XXIII, 121

 Visite guidate a cura dell'European Language School
• Palazzo Vulpano - via A. Planelli, 51
• Palazzo Scaraggi Sylos Calò – Via Planelli, 40

Visite guidate a cura della Cooperativa ReArTù
• Museo Diocesano “Aurelio Marena” – Cortile Vescovado, 2
• Chiostro San Francesco d’Assisi – Via Ferrante Aporti, 15
• Giardini Pensili – Piazza Minerva – Piazza Minerva - via Ferrante Aporti, 1
• Archivio diocesano “Aurelio Marena” – Via Ferrante Aporti, 15

 Visite guidate a cura dei soci del Centro Ricerche di Storia e Arte
• Museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari – Via SS. Medici, 7

 Visite guidate a cura dei volontari del SCN
• Museo archeologico della fondazione de Palo Ungaro – Via Mazzini, 44

 Visite guidate a cura dell'Arciconfraternita Maria SS del Rosario
• Cappella dei Misteri (Chiesa di San Domenico) – Via Ambrosi,16

* Il cortile del Palazzo Ventafridda rimarrà aperto
solo dalle ore 10:00 alle ore 13:00
 ** Il Chiostro Convento Cappuccini e Chiostro San Leone saranno aperti dalle 16 alle 21
 *** Palazzo Sylos - Calò rimarrà aperto fino alle 20


 MOMENTI MUSICALI
Ore 10:00 - 13:00 / 17:00 - 21:00
 Palazzo Rogadeo (Biblioteca Comunale) - a cura dell'ITIS "A. Volta"
Cortile San Nicola - a cura dell'ITC "V. Giordano"
Torrione Angioino - a cura del Liceo Classico Linguistico "C. Sylos"
Tetro Traetta - a cura del Liceo Scientifico "G. Galilei"
Chiostro San Pietro Nuovo - The Endless 


TEATRO E MUSICA
Ore 10:00 - 13:00 / 17:00 - 21:00
Live show di Piergiorgio Meola
Personale di pittura di Cecilia Mangini
Palazzo Vulpano - a cura dell'European Language School
Palazzo Giannone Alitti - Colloquio con Domenico Schiraldi, archelogo e giornalista, autore del libro "Il Corteo dei Nobili. Genealogie di dodici casati illustri bitontini."



venerdì 28 febbraio 2014

Bitonto dentro le mura: percorso II

Questo secondo itinerario muove i passi da piazza Cavour:
 da qui ci inoltriamo su via Amedeo sulla quale incrociamo delle corti. Sulla destra infatti incontriamo prima la bella corte De Ferraris e successivamente corte Fenice in cui si trova la casa del nostro musicista del Settecento, Tommaso Traetta.
     
Subito dopo, sempre a destra troviamo il famoso Arco Pinto cioè dipinto, costruito nel 1300 circa e noto soprattutto per il suo affresco raffigurante la deposizione di Gesù.
 

Superato l'arco, a sinistra, imbocchiamo Corte Ciciliana nella quale possiamo ammirare alcune case medievali tra le quali si nota una casa-torre merlata. La particolarità di queste case è la loro costruzione fatta da piccoli blocchi di pietra e solai in legno. Internamente si passava da un piano all'altro tramite scale in legno che potevano essere tirate in alto da una botola; le finestre erano molto piccole.
Da via Amedeo proseguiamo per via San Rocco. Qui troviamo una piccola chiesa medievale, Santa Caterina d'Alessandria, forse costruita nel 1086. La sua facciata romanica riporta una lapide del 1269: ciò fa pensare al crollo di una prima chiesa e alla successiva riedificazione.
Un tempo c'erano tre portali, uno dei quali fu chiuso per creare la sacrestia. Sopra uno dei portali è posto un capitello che rappresenta un babbuino o un orso, simbolo dei peccati umani, più in alto si apre una bifora con la colonnina di separazione. Sul tetto, leggermente spiovente è visibile il campanile a vela con una sola campana. Molto particolare è il pavimento interno che è fatto di tessere di mosaico in pietra locale con disegni a spina di pesce, a croce, a rombi inseriti in un rettangolo. Molti arredi della chiesa sono andati perduti; si sono salvati una tela del nostro pittore Carlo Rosa conservata nella chiesa di San Francesco da Paola, e una Crocifissione su tavola nella Pinacoteca vescovile.
Adesso prendiamo via delle Vergini dove sorge  un maestoso monastero  sull'antica stazione di sosta dei pellegrini che transitavano lungo la via Traiana. Esso fu costruito nel 1525 per ospitare le prime quattro suore. Ancora oggi ci vivono le suore di clausura. Prendiamo poi via di Porta Robustina e subito a destra in via Delle Martiri, passando sotto due archi troviamo la chiesa di San Michele risalente al Medioevo fra il 1100  e 1200. La sua facciata è alta e stretta, su di essa si apre una grande porta sormontata da una finestra con grata. All'interno c'è una sola navata, una statua di San Michele che viene sostituita in Quaresima da una di Cristo.
Passiamo ora per la piccola via Monsignore Barba e girando a destra troviamo la chiesetta di San Giorgio.
La chiesa è del XIII secolo, ha linee semplici e sulla porta una nicchia con la statua in pietra dell'angelo custode del 1682. All'interno, conservate nelle cappelle laterali conserva statue di santi. Oggi ospita il centro ricerche per la divulgazione dei beni culturali di Bitonto ed è sede del Museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari. Adesso andiamo su via Carafa per vedere la piazzetta degli Infiammati: qui fu fondata l'Accademia degli Infiammati da ecclesiastici, notai, medici, speziali e nobili, per non dimenticare le antiche tradizioni. Il loro motto era " sveglia gli addormentati". Finì di esistere nel 1711.
Proseguiamo ora per via Planelli e alla fine, giriamo a sinistra su via Saponieri e ancora a sinistra per via San pietro nuovo. La chiesa di San Pietro Nuovo detta del Pilorso, con l'annesso convento risale al XVI sec.
 Il monastero voluto dai fratelli Giannone per accogliere le loro sorelle, si aprì anche ad altre ragazze nobili; queste suore benedettine ampliarono il monastero e lo arricchirono di opere d'arte. Particolare è il soffitto decorato in oro e adornato da diverse tele.
Proseguendo per vico Lucertola e girando a destra su via San Giorgio, ci troviamo di fronte alla chiesa dell'Annunziata.
 Essa fu costruita vicino al posto dove sorgeva Porta Nuova, una delle 5 porte della città, nel 1740. Sulla facciata estrna si alternano pietre squadrate chiare e scure; sul portale spicca il bassorilievo dell'annunciazione; in alto è rappresentato il Padre Eterno e piu in basso l'arcangelo Gabriele. Per accedere alla chiesa bisogna salire un'ampia gradinata
Andiamo ora su via e vico Casale per raggiungere largo Sylos-Sersale dove sorge uno dei piu bei palazzi di Bitonto. Questo palazzo nella tradizione dei nostri nonni è noto come " u palazz de Fandesòje" ossia  palazzo di Alfonso Sylos ( "fons" sta per Alfonso , "Soye" per Sylos).
 Forse si indicava il nome del proprietario col titolo nobiliare spagnolo. L'edificio ha una grande facciata formata da una parte medievale del XIII sec ed una barocca del XVII. Il portale ha due colonne imponenti con sopra dei capitelli molto decorati tra i quali spicca un bellissimo arco con la chiave di volta a forma di mascherone. La facciata è completata da un elegante balcone con balaustra, una finestra con l'emblema della famiglia e il bassorilievo con tritoni e draghi. Ai lati del balcone ci sono due figure femminili simbolo di abbondanza e prosperità, come decoro. Entrando nel palazzo, troviamo sulla volta dell' androne, lo stemma araldico coi simboli delle famiglie a cui apparteneva: sulla sinistra, tre conchiglie e croce di Malta, simbolo dei Sylos; sulla destra, l'albero con una colomba e due leoni, simbolo dei Sersale; in basso a sinistra, un rastrello, simbolo dei Labini, parenti delle altre due famiglie! Il cortile in cui una grande scala porta al primo piano è adorno da una loggia a tre arcate sorrette da pilastri e capitelli con aquile scolpite.
Andando per via Sedile raggiungiamo  nuovamente piazza Cavour da dove eravamo partiti e prima di lasciare il centro antico osserviamo la bella chiesa di San Gaetano del 1600 e il palazzo Regna della fine del Cinquecento.    
 

martedì 25 febbraio 2014

Bitonto dentro le mura: percorso I

Il centro storico di Bitonto è racchiuso nelle mura angioine. Percorrendo le sue intricate strade, tra case medievali e rinascimentali, tra case "torri" e palazzi in stile catalano, tra chiese e chiesette, monasteri e conventi, passando sotto infiniti archi protetti da un'immagine votiva, possiamo capire come si viveva un tempo a Bitonto!
Il nostro primo itinerario comincia da Piazza Marconi detta "la frisola" per la sua somiglianza con una padella, sulla quale si erge un monumento ai caduti.
Accanto a questa piazza troviamo la chiesetta di San Matteo costruita nel 1270 da un figlio della famiglia Bove, mercanti trasferitisi da Ravello agli inizi del XIII secolo.
L'interno della chiesa ha le pareti rivestite di pietra; fu restaurata nel 1831 e poi ha subito varie trasformazioni che le hanno tolto l'aspetto originario.
Alla fine del "manico" di piazza Marconi, si erge il Torrione e a destra Porta Baresana che ci invitano ad avventurarci nel cuore del centro storico.
Il Torrione che i bitontini chiamano Castello è l'unico torrione rimasto delle mura angioine. Dall'alto delle mura le sentinelle potevano scorgere i nemici da lontano e preparare la difesa. Lungo di esse c'erano ben 28 torri comunicanti tra loro e si narra che ci fossero anche dei tracciati sotteranei per congiungerle alla campagna!!
La costruzione del Torrione risale alla fine del 1300; ha 62 bordi merlati; è servito nel tempo non tanto come punto di difesa poichè manca di feritoie, bensì come rifugio, poi carcere e sede delle guardie pubbliche.  E' rivestito di pietra calcarea e in cima da blocchi di carparo; è alto 24 metri e largo 16. ci si accede per un ponte di legno, sulle sue pareti ci sono nicchie e resti di un camino del Trecento.
Nelle vicinanze del torrione si erge Porta Baresana, detta così perchè rivolta verso Bari. 
                                       


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Essa fu costruita presumibilmente nel XVI sec ;  un secolo più tardi fu ricostruita in seguito ad un danneggiamento. La sua  facciata anteriore conserva uno stile rinascimentale con l'accesso costituito da un arco a tutto sesto . Su questo è stata aggiunta la copia di una predella policroma, un dipinto rappresentante i santi protettori della città. Più in alto la facciata reca uno stemma dei Savoia  che sostituisce lo stemma della città aggiunto nel 1551 in occasione del riscatto della città dal feudatario. La parte superiore della facciata anteriore è costituita dal vano dell'orologio, aggiunto nel Novecento. Sul vano dell'orologio si erge una statua dell'Immacolata, che nasconde la campana dell'orologio. 
Proseguiamo ora per Via Rogadeo e dopo poco ci imbattiamo  nel Palazzo omonimo: Palazzo Rogadeo è un maestoso palazzo del 1600 testimonianza della nobiltà bitontina in cui ha sede la Biblioteca cittadina. Esso presenta un elegante portale arretrato rispetto alla facciata ed è sormontato da un grande balcone che poggia su due enormi gattoni.
Usciti dalla biblioteca proseguimano su via rogadeo e, superato l'arco, giriamo per la stretta via Beccherie Lisi, trovandoci all'improvviso su Piazza Cattedrale. Dell' imponente cattedrale abbiamo già parlato in un altro post perciò lasciamola; quasi alle sue spalle troviamoPpiazza Caffarelli; quindi prendiamo Via Catucci e a destra, dopo un tratto di Via Maggiore, entriamo nell'arco Ingannamorte.. sotto di esso è dipinta la "Madonna del latte o delle Grazie", risale al secolo scorso e fu fatta dipingere da un privato che aveva ricevuto la grazia per il figlio tornato dalla guerra.
Ritorniamo a destra su Via Maggiore e proseguiamo per Via Ambrosi che ,all'incrocio con via San Luca, ci mostra la distesa di Porta Pendile, costeggiata dal bel palazzo rinascimentale di un ramo della famiglia Sylos. Giriamo a sinistra per via Termite, alla fine della quale ci troviamo in via Planelli. Su questa strada si affacciano tre importanti edifici: Palazzo Termite alla nostra sinistra, a destra palazzo Sylos-Labini e Palazzo Vulpano.
In particolare  ci soffermiamo su Palazzo Vulpano. Esso fu costruito agli inizi del 1500 su commissione dei fratelli Vulpano, nobile ed antica famiglia. La facciata, a due piani, ha quattro finestre al primo e cinque balconi al secondo. Il portale di ingresso è in stile catalano ed arriva fino al primo piano. in una nicchia della finestra centrale c'è una grande statua di San Michele Arcangelo a cui era dedicata la cappella della famiglia. nel cortile interno, prima della grande scala, un porticato a tre archi forma il loggiato superiore retto da colonne con capitelli corinzi.
Le volte sono a botte, mentre quelle della loggia sono a crociera. Il loggiato è adornato da un grande bassorilievo con diversi soggetti.
Proseguendo nel nostro itinerario, giriamo a sinistra per via San Francesco che ci conduce a Piazza La Maja in fondo alla quale ammiriamo la ricca e bella porta.
La costruzione di questa porta risale nella parte esterna al Seicento e precisamente al 1677, le rifiniture sono di epoca posteriore. La porta presenta un arco a botte acuto e due coppie di colonne binate a fasce orizzontali con capitelli dorici e , in alto, la doppia trabeazione.
La cornice sull’arco unifica la composizione: al centro c'è lo stemma dei Savoia e la statua della Madonna del Carmine con Bambino il cui attributo iconografico piu rilevante è lo scapolare che costituisce la via d’entrata al paradiso.  Ai due lati di essa si possono notare le due torri di difesa che nel corso del tempo sono state manomesse.
Dalla porta detta anche del carmine vediamo un ponte che ci porta al grande Istituto M.Cristina di Savoia. Questo edificio fu costruito nel 1835 e intitolato a Maria Cristina di Savoia moglie di Ferdinando II di Borbone, re delle due Sicilie, morta giovane nel dare alla luce il figlio Francesco. Il grande istituto è circondato dal verde e presenta sulla facciata, ricca di finestre ad arco, tre grandi portali. All'interno si può ammirare l'antico chiostro risalente al 1400 che apparteneva al convento dei carmelitani. Fin dalla costruzione questo istituto ha svolto il compito di ospitare e assistere le orfane.
Ritornando sui nostri passi, ripassiamo la porta La Maja e giriamo a destra per via san Pietro che ci introduce nella piccola Piazza Minerva. Tra questa e via Ferrante Aporti, ci troviamo nella zona più alta della città, sulla quale fu costriuto il Tempio di Minerva.
Qui ci troviamo di fronte alla chiesa di San Francesco detta della "scarpa". La facciata ha un bel portale romanico-gotico del Duecento; purtroppo però la struttura medievale è perduta avendo subito trasformazioni ad opera delle famiglie bitontine che all'interno, hanno arricchito la chiesa di cappelle gentilizie e modificato gli arredi. Una grande scalinata fa accedere al portale rimasto intatto, decorato con foglie e pigne e con la rappresentazione di un bue, simbolo della famiglia dei Bove. 

Il portale è sormontato da una trifora con l'arco a sesto acuto, divisa da due colonnine. Il campanile è del 1600 e termina con un "cipollone". all'interno c'è l'altare che risale al 1500 in marmo. il pulpito barocco in legno e oro e la statua in legno di Sant'Anna.
Alla fine di via Aporti, entriamo in via Alfieri, e sulla strada troviamo il famoso Teatro Traetta fiore all'occhiello dei Bitontini .Furono 21 famiglie della città che pagarono la realizzazione dell'edificio . Inaugurato nel 1838 con l'opera lirica " La Parisina" di Donizetti. presenta tre ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, la galleria e la platea. poco usato e trasformato in cinema, nel 1950 fu chiuso. nel 1998 è cominciato il restauro che lo ha portato al suo antico splendore ed è stato intitolato al nostro musicista del Settecento Tommaso Traetta.
Questo primo itinerario fra le mura di Bitonto si conclude qui. Alla prossima!!